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Tasse Bitcoin [2024] Come pagare tasse in Italia sui guadagni Bitcoin

Come pagare tasse in Italia sui guadagni Bitcoin

Stai facendo compravendita e trading di Bitcoin?

Allora devi conoscere tutto quello che c’è da sapere sulle tasse Bitcoin in Italia.

Il rapporto tra il Bitcoin e tassazione in Italia come funziona?

Come pagare le tasse all’agenzia delle Entrate aggiornamento 2022 con la Legge di Bilancio 2023 se possiedo Bitcoin e criptovalute?

Le criptovalute sono l’asset più popolare è più ricercato in questo periodo.

Bisogna quindi affrontare il tema della tassazione e come destreggiarsi con la dichiarazione dei redditi se si hanno profitti con i Bitcoin e con qualsiasi criptovaluta.

In verità le cose non sono ancora chiare, ma qualcosa si sta muovendo in modo che i rapporti tra Bitcoin e Agenzia delle Entrate Italiana siano il più chiari e trasparenti possibili.

Andiamo a vedere cosa ne pensa chi gestisce la riscossione delle tasse in Italia sulle criptovalute.

Aggiornamento 2024 (in fondo all’articolo) con un video aggiornato su come compilare il quadro RW nella dichiarazione dei redditi.

Ecco di cosa parleremo in questa guida.

 

Se possiedo Bitcoin devo pagare le tasse in Italia?

In questo articolo abbiamo già parlato di cosa sono le Criptovalute e i Bitcoin, ma è sempre meglio darci una letta per approfondire i nuovi aggiornamenti dal mercato.

Ricordiamo che i Bitcoin sono una valuta elettronica introdotta nel non molto lontano 2009 e che nel giro di pochissimi anni hanno toccato dei valori incredibili.

Nel 2021 il Bitcoin si è avvicinato ai 70.000 dollari, ma quanto vale in Euro considerando che la moneta europea si sta apprezzando sul dollaro?

Qui puoi vedere in tempo reale quanto vale un Bitcoin in euro >>

La quotazione del bitcoin non è controllata da un istituto o ente di tipo bancario, ma è direttamente la domanda e l’offerta che creano il movimento di prezzo, dato che la quantità in circolazione è fissa e non c’è inflazione al momento.

In questa guida parleremo di come pagare le tasse Bitcoin se abbiamo comprato Bitcoin o criptovalute e ci abbiamo guadagnato un profitto dalla conseguente vendita.

La Legge di Bilancio 2023, approvata dal Consiglio dei Ministri il 22 novembre 2022, ha avuto la luce verde di approvazione dalla Camera dei Deputati e dal Senato italiano in modo definitivo. 

Dopo molti anni di incertezza il governo ha voluto normalizzare e legiferare sulla tassazione delle criptovalute considerando sia le plusvalenze che le minusvalenze.

In più ha anche inserito una sanatoria di cui parleremo nel dettaglio se convenga o no usarla.

Importante concetto da sottolineare immediatamente: nella legge di bilancio 02023 non si fa più menzione del controvalore delle criptovalute in 51.645,69€, ovvero la tanto dichiarata giacenza media complessiva che veniva considerata come soglia per il calcolo di potenziali plusvalenze…

La legge stravolge tutte le nostre convinzioni.

Con la nuova legge di bilancio 2023 la tanto temuta legge sulle tasse Bitcoin è arrivata.

Il 22 Novembre 2022 è stata approvata la legge sulla tassazione delle criptovalute.

Dopo molti anni finalmente pare che il governo stia dando attenzione al mercato delle criptovalute.

Considera che il mercato delle crypto in Italia, in termini di possedimenti da parte di residenti in Italia, ammonti attorno a quasi 100 miliardi di euro.

In un momento in cui la crisi energetica sta riempiendo le prime pagine dei giornali a causa della guerra in Ucraina, le criptovalute entrano nel mirino dell’agenzia delle entrate come fonte di tassazione.

Andiamo a vedere ora di cosa si parla in questa famigerata legge di bilancio 2023.

 

Legge di Bilancio 2023: tasse Bitcoin e criptovalute

Nella legge di bilancio 2023 ci sono ben 5 articoli che trattano delle tasse Bitcoin e criptovalute.

Gli articoli sono i seguenti:

  1. art. 31. Tassazione delle operazioni su criptovalute
  2. art. 32. Valutazione cripto attività
  3. art. 33. Rideterminazione del valore delle cripto-attività
  4. art. 34. Regolazione delle criptovalute
  5. art. 35 Imposta di bollo sulle criptovalute

 

Cominciando dal primo articolo, l’articolo 31, si inizia a dare un senso al termine criptovaluta, o come lo definisce lo Stato Italiano, cripto attività.

In poche parole, per cripto attività si intende una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere emessi, trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga. 

Lo stato italiano ha finalmente deciso di regolamentare il settore delle criptovalute, dato che l’unica legge a cui si faceva riferimento era quella del art.1 Dlgs 184/2021 e del Parlamento Europeo).

Quindi andando ad analizzare la legge di Bilancio, si evince che sono considerate imponibili “le plusvalenze e gli altri proventi realizzati mediante rimborso o cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione di cripto-attività“. 

Uno dei termini più importanti da analizzare è “detenzione” di criptovaluta.

Molti possessori di criptovalute, infatti, hanno ricevuto gratis delle criptovalute tramite i cosiddetti “airdrop” o comprato delle crypto a prezzi molto molto bassi tempo fa.

Quello che tutti i possessori di crypto stanno cercando è una risposta a queste domande:

Detenere criptovalute comporta il pagamento di tasse?

Il fatto di possedere solamente delle criptovalute, comporta il fatto che dobbiamo dichiarare qualcosa e pagare delle imposte?

Cosa accade a coloro i quali possiedono stablecoin, cioè criptovalute ancorate al valore del dollaro come USDT e USDC per esempio?

Andiamo a vedere cosa comporta comprare e vendere criptovalute a seguito della legge di bilancio 2023.

 

Bitcoin e dichiarazioni dei redditi: Agenzia delle Entrate e Legge di Bilancio 2023

Esaminando l’art.31 possiamo leggere che “non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante la permuta tra cripto-attività (criptovalute) aventi medesime caratteristiche e funzioni”.

Quindi se negoziamo e facciamo SWAP di Bitcoin o criptovalute contro criptovalute, non dobbiamo pagare nulla, ma se negoziamo e vendiamo criptovalute per ricevere un controvalore in Euro e realizziamo una plusvalenza, cioè un profitto, allora, dovremo pagare una tassa imposta del 26%.

Quindi resta rilevante, a detta degli esperti in materia fiscale, solo la conversione delle criptovalute in moneta a corso legale come l’euro o il dollaro.

IMPORTANTE: Non costituisce oggetto di tassazione scambiare (SWAP) di criptovalute contro criptovalute, cioè comprare e vendere cripto attività aventi medesime caratteristiche e funzioni.

Mentre assume rilevanza, ai fini dell’imposizione, la compravendita di NTF, cioè Non fungible token.

Questo ultimo punto necessita di un’analisi dettagliata di cui parliamo nel paragrafo successivo.

 

Legge di Bilancio 2023: tassazione degli NFT

Secondo l’articolo 31 della legge di Bilancio 2023 assume rilevanza fiscale utilizzare una cripto-attività per comprare un bene o un servizio o un non fungible token (NFT).

In buona sostanza viene quindi messo sullo stesso piano, vendere criptovalute e ottenere euro con la vendita di criptovalute per ottenere degli NFT.

Ricordiamo che gli NFT sono la rappresentazione di un bene con molti casi d’uso.

In realtà ci sono contrastanti considerazioni in merito.

Andiamo a vedere quali sono:

  • alcuni affermano che chi compra un NFT, in realtà non sta comprando una vera opera d’arte, per esempio, ma solo una sorta di diritto su quell’opera d’arte,
  • Altri invece considerano gli NFT come contratti di possesso di beni come i terreni nel Metaverso,
  • Altri considerano gli NFT come veri e propri titoli di credito, secondo cui si abbia diritto a ricevere una prestazione o un bene.

 

Ti consigliamo di leggere con attenzione la spiegazione dello Studio Allievi sulla tassazione degli NFT: https://www.studioallievi.com/nft-e-tasse/

 

Legge di Bilancio 2023: significato di plus/minusvalenze

Con la nuova legge di bilancio 2023 i guadagni o plusvalenze cominciano ad essere considerate quando superano i 2 mila euro per ogni periodo di imposta.

In maniera analoga, le minusvalenze potranno abbassare le imposte solo se supereranno tale limite.

Ricorda che secondo l’articolo 68 del TUIR le minusvalenze potranno essere riportabili negli anni successivi solo fino al quarto anno come limite massimo.

L’articolo 31 sottolinea poi che il costo di acquisto della cripto attività deve essere documentate in modo certo e preciso ed è a carico del contribuente, la ricerca di tale valore.

Probabilmente il tema della definizione di costo di acquisto verrà discusso nell’arco del prossimo anno.

Quello che è certo è che questa legge ha dato un taglio netto al passato e le criptovalute non sono più considerate una valuta estera, ma un asset finanziario vero e proprio.

Per questo motivo essendo un asset finanziario, il guadagno conseguente alla vendita di tale asset, diventa oggetto di un’imposizione del 26% come per esempio, la vendita di un’azione o titolo di Borsa.

Se hai quindi un’azienda, le criptovalute ora possono essere inserite nel bilancio come asset, cioè come un bene mobiliare.

L’aspetto importante da sottolineare è che non concorrono a formare un reddito, le oscillazioni di prezzo delle criptovalute.

Quindi crediti o debiti non possono essere regolati in criptovalute a causa dell’estrema volatilità del loro mercato.

Solo la vendita delle criptovalute per ricevere euro e NFT può, a detta degli esperti, produrre un reddito ed essere oggetto di imposizione.

Quindi come calcolare le tasse Bitcoin e le tasse sulle criptovalute?

 

Crypto e tasse: dichiarazione dei redditi e quadro RW e la legge di bilancio 2023

Partiamo dall’esaminare la legge 197/2022 che parla del valore delle cripto attività.

Il punto focale è la determinazione del prezzo di acquisto di tale cripto attività.

Se il contribuente non riesce a produrre una documentazione certa e precisa, tale valore viene considerato uguale a ZERO.

Quindi la possibilità di dover pagare il 26% di imposta sostitutiva sul 100% del valore della cripto attività è particolarmente alta.

C’è però una legge che ci viene in aiuto: il comma 133 della Legge di Bilancio 2023.

Secondo questo comma, per ciascuna cripto-attività posseduta al primo gennaio 2023 può essere assunto come costo di acquisto il valore a tale data.

In pratica viene concessa al contribuente la possibilità di rideterminare il costo di acquisto delle criptovalute possedute al primo gennaio 2023.

Puoi chiedere al tuo commercialista se ti convenga pagare la sanatoria del 14% da pagare entro il 30 giugno.

La legge infatti ora prevede una imposta sostitutiva del 14%, rateizzabile in 3 rate annuali (con l’aggiunta del 3% di interessa annuale),

Conviene quindi regolarizzare la propria posizione tramite la sanatoria per gli anni precedenti di mancata dichiarazione?

Tale sanatoria (comma 140 della legge di bilancio 2023 n 197/2022) comporta un pagamento di una sanzione del valore dello 0,5% di tutte le cripto attività possedute (istanza di emersione).

Questa piccola sanzione vale solo per coloro i quali non abbiano avuto però nessun profitto.

Chi ha realizzato un guadagno fino al 31 dicembre 2021 dovrà pagare una sanzione del 3,5% del valore delle sue criptovalute per ogni anno di “detenzione”…

Si aggiunge poi un ulteriore 0,5% se non si è fatta la regolare compilazione del quadro RW…

Si deve infatti dimostrare che tale criptovalute non sia risultato di proventi di attività illecite…

Tutto questo se ovviamente si sia residenti in Italia.

La norma appare alquanto strana considerando che si chiede di sanare una situazione quando in realtà la legge non era mai stata attuata…

Ricorda che tale sanatoria fa riferimento solo ai proventi fino a fine 2021 e non si parla dei proventi del 2022…

 

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Autore

  • Giancarlo

    Giancarlo è uno scrittore a tempo pieno presso lecriptovalute.org. Ha oltre 13 anni di esperienza nel settore della creazione di contenuti. Laureato in economia e finanza, Giancarlo ha un vivo interesse nelle criptovalute a tenersi aggiornato con gli ultimi sviluppi nel mercato digitale.

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