Hai il conto eToro, hai fatto qualche operazione, magari hai anche chiuso l’anno in perdita, e adesso ti stai chiedendo se devi davvero mettere mano alla dichiarazione. È il punto in cui molti si bloccano. Non per i calcoli, ma perché la fiscalità dei broker esteri sembra più complicata di quanto sia davvero.
La verità pratica è questa: con eToro bisogna ragionare meno come “utente di app” e più come contribuente in regime dichiarativo. Il broker ti mette a disposizione i documenti, ma il lavoro fiscale finale resta in capo a te. Se lo affronti con ordine, il processo è molto più gestibile di quanto sembri.
Chi cerca una guida sulle Tasse eToro: come dichiarare i guadagni in Italia guida pratica di solito ha tre dubbi concreti. Se va dichiarato anche senza prelievi. Dove finiscono guadagni e perdite nel Modello Redditi PF. E come usare davvero il report fiscale di eToro senza perdersi in sigle e righi. Parto proprio da lì.
A molti succede sempre nello stesso momento: arriva il periodo della dichiarazione, si apre eToro, si guarda il saldo e si pensa che senza prelievi non ci sia nulla da indicare. Con un broker estero il punto non è quello. Conta il fatto di aver detenuto il conto e di aver operato fuori dal circuito degli intermediari italiani che versano le imposte al posto tuo.
Per chi è fiscalmente residente in Italia, eToro rientra nel regime dichiarativo. Tradotto in pratica: il broker non fa da sostituto d’imposta e gli adempimenti restano a carico del contribuente. Chi usa la piattaforma deve quindi distinguere bene tre piani diversi, che poi finiscono in punti diversi della dichiarazione.
Cosa devi dichiarare davvero
Il primo obbligo è il monitoraggio fiscale. Se il conto eToro è stato detenuto durante l’anno, in linea generale va valutata la compilazione del Quadro RW, anche nei casi in cui non hai incassato nulla sul conto corrente italiano.
Il secondo piano è la tassazione dei risultati realizzati. Se hai chiuso operazioni in guadagno o in perdita, il tema non è il prelievo ma la realizzazione fiscale dell’operazione. È questo il passaggio che poi porta al Quadro RT.
C’è poi la parte patrimoniale, cioè l’eventuale IVAFE, che si collega alla detenzione di attività finanziarie estere. Nella pratica conviene tenere separati questi tre blocchi fin dal principio, perché confonderli è l’errore che fa perdere più tempo.
Regola pratica: se il conto eToro è esistito nell’anno fiscale, la verifica dichiarativa va fatta comunque.
Cosa cambia rispetto a un broker italiano
Con un intermediario italiano in regime amministrato, molte operazioni fiscali vengono gestite a monte. Con eToro no. Questo non significa che la dichiarazione sia ingestibile. Significa che devi ricostruire con ordine ciò che hai detenuto e ciò che hai realizzato.
Io consiglio sempre di partire da una domanda molto concreta: nel corso dell’anno hai solo tenuto il conto aperto oppure hai anche chiuso posizioni, incassato dividendi, convertito strumenti? La risposta serve a capire subito se sei davanti al solo monitoraggio oppure anche alla parte reddituale.
L’errore che vedo più spesso
L’equivoco classico è collegare le tasse al bonifico in uscita verso la banca. Fiscalmente non funziona così. Un’operazione può avere rilievo anche se i soldi restano dentro la piattaforma.
Per questo conviene usare una sequenza semplice:
verificare se il conto è stato detenuto nell’anno;
separare il monitoraggio fiscale dai risultati di trading;
controllare se ci sono redditi realizzati, dividendi o altre componenti imponibili;
preparare i dati per il Modello Redditi PF, senza aspettare l’ultimo momento.
Dove nasce la confusione
Chi usa eToro spesso non ha solo eToro. Magari c’è anche un exchange crypto, un secondo broker, oppure strumenti diversi nello stesso anno fiscale. In quel caso la confusione aumenta, perché non tutto segue le stesse regole. Le criptovalute, per esempio, hanno logiche fiscali distinte, come si vede bene nel confronto sulle differenze europee nella tassazione delle criptovalute.
Il punto da portarsi a casa è questo: eToro non si gestisce guardando solo il saldo finale dell’app. Si gestisce come un dossier fiscale annuale. Quando imposti così il lavoro, il passaggio dal report ai righi del Modello Redditi diventa molto più lineare.
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Ottenere e Interpretare il Report Fiscale di eToro
Arriva il momento della dichiarazione e sul desktop hai tre PDF con nomi simili, più qualche statement scaricato mesi prima. È qui che molti si bloccano. Con eToro, il punto non è avere tanti documenti, ma capire quale usare davvero e quali numeri portare nel proprio foglio di lavoro prima di compilare il Modello Redditi.
Il file da cercare è il Tax Report annuale per l’anno fiscale corretto. Gli estratti conto servono come controllo, ma nella pratica il report fiscale è il documento che ti fa risparmiare tempo perché raccoglie in modo più ordinato le informazioni che poi dovrai separare tra monitoraggio e risultati realizzati.
Dove trovarlo e cosa conviene scaricare
Io consiglio sempre di scaricare tutto nella stessa sessione, senza rimandare. Apri la piattaforma, cerca il report annuale riferito all’anno d’imposta che stai dichiarando e salva anche i documenti di supporto. Se il totale del report ti sembrerà poco chiaro, gli statement completi ti serviranno per ricostruire una singola operazione senza dover tornare in piattaforma all’ultimo minuto.
I file da tenere sono questi:
Tax Report annuale, come base di lavoro.
Account statement completo, utile per controlli e incongruenze.
Archivio ordinato in locale, con nome file che includa anno fiscale e data di download.
Una piccola abitudine evita molti errori: crea una cartella per ogni anno e salva subito anche una versione PDF non rinominata, oltre a quella con nome ordinato. Se un commercialista ti chiede il file originale, lo hai già pronto.
Come leggerlo senza confondere i dati
Il report va letto con un criterio pratico. Non serve esaminare ogni riga nello stesso momento. Conviene invece evidenziare tre blocchi di informazioni.
Il primo blocco riguarda le operazioni chiuse con risultato fiscale, quindi plusvalenze, minusvalenze e altre componenti che possono incidere sulla parte reddituale. Il secondo riguarda i dati utili a ricostruire il valore dell’attività estera e il periodo di detenzione. Il terzo blocco riguarda le voci che meritano un controllo manuale, per esempio dividendi, conversioni o prodotti della piattaforma che l’utente ha trattato come una cosa sola, ma che fiscalmente vanno letti con più attenzione.
Qui il report aiuta molto, ma non sostituisce il controllo. Se hai fatto poche operazioni lineari, il lavoro è rapido. Se hai usato copy trading, portafogli tematici o strumenti aggregati, è meglio verificare bene come sono rappresentati nel documento. Chi usa anche prodotti come gli Smart Portfolio crypto di eToro farebbe bene a controllare con attenzione la composizione delle posizioni e la cronologia effettiva delle chiusure.
Il metodo pratico che funziona
Quello che faccio io è semplice. Apro il report e preparo un foglio con quattro colonne: voce del report, significato fiscale, quadro del Modello Redditi, nota di controllo. In questo modo trasformi subito un PDF tecnico in una checklist operativa.
Per esempio:
una voce collegata al risultato di operazioni chiuse va marcata come possibile dato per RT;
una voce collegata al conto o al valore detenuto va marcata come dato da verificare per RW;
una voce poco chiara va confrontata con lo statement dettagliato;
un importo in valuta va controllato con attenzione prima di riportarlo nel prospetto finale.
Questo approccio evita l’errore classico di copiare numeri senza sapere a cosa si riferiscono. Ed è lo stesso motivo per cui conviene tenere distinte anche nozioni fiscali di base che spesso vengono confuse. Se vuoi chiarirti bene la differenza tra concetti tributari che in dichiarazione hanno effetti diversi, trovi un riepilogo utile nello Studio Legale Coviello sulle differenze fiscali.
Un chiarimento utile prima di passare ai numeri
Il Tax Report non va letto come un modulo già pronto da copiare in dichiarazione. Va usato come base ordinata da verificare e tradurre nei righi giusti. Questa è la differenza tra una compilazione fatta in fretta e una compilazione difendibile se, mesi dopo, devi ricostruire come hai ottenuto un certo importo.
Per chi sta ancora valutando la piattaforma, la nostra guida su Toro raccoglie informazioni pratiche su costi e operatività. Non cambia gli obblighi fiscali, ma aiuta a capire come funziona il conto che poi dovrai dichiarare.
Calcolare Guadagni e Imposte da Versare
Apri il report eToro, vedi un profitto totale e pensi di avere già il numero giusto. In realtà, il dato utile per la dichiarazione nasce solo dopo una separazione precisa tra risultato delle operazioni chiuse, eventuali minusvalenze e valore del conto da considerare per il monitoraggio fiscale.
È il passaggio in cui molti investitori si bloccano, perché l’app mostra una fotografia del conto, mentre il fisco chiede importi distinti e collocati nel rigo corretto. Per evitare errori, io consiglio sempre un foglio di lavoro semplice, con tre colonne nette: plusvalenze, minusvalenze, dati patrimoniali per RW e IVAFE.
La logica del calcolo
Per il calcolo pratico conviene partire da due regole base già richiamate nell’articolo: le plusvalenze finanziarie vanno tassate con l’aliquota del 26%, mentre per la componente patrimoniale estera si considera l’IVAFE dello 0,2%. Il punto non è ricordare solo le percentuali. Il punto è applicarle alla base corretta.
La sequenza che uso è questa:
estrarre dal report il risultato delle operazioni chiuse nell’anno fiscale;
tenere separate le plusvalenze dalle minusvalenze;
verificare se esiste un saldo netto imponibile;
applicare il 26% sulla parte effettivamente imponibile;
calcolare a parte l’eventuale IVAFE dello 0,2% sul valore da indicare per il monitoraggio.
Se metti tutto in un solo totale, il rischio è immediato. Finisci per confondere il guadagno tassabile con il valore del conto estero.
Riepilogo Tassazione Guadagni eToro
Tipo di Obbligo
Imposta/Obbligo
Aliquota
Quadro Modello Redditi PF
Monitoraggio attività estere
Dichiarazione del conto eToro
Qualitativo, obbligo dichiarativo
Quadro RW
Tassazione plusvalenze
Imposta sostitutiva sui guadagni
26%
Quadro RT
Imposta patrimoniale
IVAFE
0,2%
Quadro RW
Minusvalenze e criterio corretto
Le minusvalenze meritano attenzione anche quando non generano imposta da versare nell’immediato. Se vengono ricostruite male, il risultato fiscale finale diventa poco difendibile e negli anni successivi diventa più difficile gestire eventuali compensazioni secondo le regole applicabili.
Qui l’errore tipico è molto concreto. L’investitore guarda il rendimento complessivo del portafoglio, oppure il saldo finale del conto, e lo scambia per imponibile fiscale. Non è la stessa cosa. Fiscalmente contano i risultati realizzati, la loro classificazione corretta e la coerenza tra report, prospetto di calcolo e dichiarazione.
Per evitare confusione terminologica, soprattutto se non hai familiarità con il linguaggio tributario, può essere utile rileggere anche lo Studio Legale Coviello sulle differenze fiscali. Non parla di eToro in modo specifico, ma aiuta a non usare concetti diversi come se fossero equivalenti.
Un metodo pratico per non sbagliare i numeri
Il metodo più affidabile resta quello più ordinato:
partire dal report annuale, non dal saldo visibile in piattaforma;
creare una riga distinta per il risultato del trading chiuso;
tenere separate eventuali voci che non riguardano il capital gain puro;
annotare in una sezione diversa i dati patrimoniali utili per RW e IVAFE;
fare un controllo finale tra foglio di calcolo e riepilogo del report.
Chi compila da solo senza essere commercialista ha bisogno soprattutto di questo. Un flusso chiaro, replicabile e controllabile anche dopo mesi.
Per avere un quadro generale sulla tassazione delle plusvalenze finanziarie, è utile anche questa guida sulla tassa sul capital gain in Italia. Serve a capire il principio generale, poi il calcolo concreto su eToro va sempre ricondotto ai movimenti dell’anno e ai numeri che porterai nel Modello Redditi.
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Compilazione Pratica del Modello Redditi PF (Quadri RW e RT)
Hai davanti il report di eToro, il file Excel con i tuoi conti e il software per la dichiarazione aperto. Il punto critico, di solito, non è capire se devi dichiarare. È capire dove inserire ogni dato, senza confondere monitoraggio fiscale, IVAFE e risultato del trading.
Il metodo che uso è sempre lo stesso, perché riduce gli errori. Prima isolo i dati patrimoniali che servono al Quadro RW. Poi porto nel Quadro RT solo il risultato fiscale delle operazioni chiuse. Tenere separati questi due passaggi evita la confusione più comune tra chi compila il Modello Redditi PF da solo.
Quadro RW dove molti sbagliano
Il Quadro RW serve per il monitoraggio delle attività estere e per l’eventuale IVAFE. Non serve a dichiarare le plusvalenze realizzate con le posizioni chiuse.
Nella pratica, prima di compilare RW conviene preparare tre dati distinti:
il valore dell’attività estera da indicare ai fini del monitoraggio;
il periodo di possesso nell’anno;
il dato patrimoniale utile per verificare l’IVAFE.
Io consiglio di scriverli in una tabella separata rispetto a plusvalenze e minusvalenze. Se li mescoli nello stesso prospetto del trading chiuso, dopo pochi minuti perdi il controllo dei numeri.
Chi vuole un riferimento metodologico sul monitoraggio fiscale può vedere anche questa guida su come compilare il Quadro RW per criptovalute. Il bene dichiarato è diverso, ma la logica di compilazione del quadro resta utile per orientarsi.
Un errore ricorrente è usare il solo saldo finale come se bastasse per tutto. Per RW, invece, conta la ricostruzione corretta del possesso nel corso dell’anno, non una fotografia presa all’ultimo giorno.
Quadro RT dove finiscono guadagni e perdite
Il Quadro RT accoglie il risultato fiscale delle operazioni rilevanti. Qui bisogna arrivare con un dato già controllato, preso dal report annuale e riconciliato con il proprio foglio di calcolo.
Il flusso pratico è questo:
apri il Tax Report di eToro;
individua le operazioni chiuse fiscalmente rilevanti;
verifica il totale di plusvalenze e minusvalenze che hai ricostruito;
riporta il risultato nel Quadro RT;
controlla l’imposta generata dal software della dichiarazione.
Sembra un passaggio semplice. Lo è, se non provi a fare i conti direttamente dentro il modello senza una bozza preparata prima.
Nella mia esperienza, l’errore più frequente nel RT è copiare importi letti in piattaforma invece di usare quelli ricostruiti per la dichiarazione. Saldo disponibile, equity, profitto visualizzato e risultato fiscale non coincidono sempre. Se il numero non nasce dal report annuale e da un prospetto ordinato, va ricontrollato.
Un flusso pratico che funziona davvero
Per chi non è commercialista, la compilazione diventa più gestibile con tre documenti aperti insieme:
report fiscale eToro;
foglio di riepilogo personale;
Modello Redditi PF.
Io lavoro così da anni. A sinistra il report, al centro i miei appunti, a destra il quadro da compilare. È un sistema semplice, ma aiuta molto a non invertire dati di RW e RT e a capire subito se manca qualcosa.
Questo video può aiutarti a visualizzare il processo in modo più concreto:
Scadenze e versamento
Sul piano operativo, conviene preparare tutto con anticipo. Le scadenze del Modello Redditi PF e dei versamenti possono cambiare o subire slittamenti, quindi la verifica va fatta ogni anno sul calendario fiscale aggiornato.
Il consiglio pratico è questo. Non arrivare a luglio o a settembre con il report ancora da leggere. La parte difficile non è compilare le caselle. È arrivarci con numeri già puliti, coerenti e pronti da inserire.
Errori da Evitare e Gestione della Documentazione
L’errore più costoso, in assoluto, non è un calcolo imperfetto. È saltare del tutto la dichiarazione del conto perché “tanto quest’anno ho perso” oppure “non ho ritirato niente”. Questa idea resta diffusissima, ma è quella che crea i problemi più evitabili.
Il secondo errore è pensare che il report scaricato basti da solo, senza nessun archivio personale. Quando devi ricontrollare un dato, o spiegare come hai ricostruito un importo, avere solo un PDF sparso nella mail non aiuta.
Gli errori che vedo più spesso
Confondere conto inattivo e conto irrilevante. Se il conto è estero e intestato a te, va verificato fiscalmente anche senza attività apparente.
Usare solo il saldo finale dell’app. Il saldo è utile, ma non sostituisce il report fiscale.
Compilare RW e RT come se fossero la stessa cosa. Uno riguarda monitoraggio e IVAFE, l’altro i risultati delle operazioni.
Accorgersi tardi di dati mancanti. Succede quando si apre il report per la prima volta a ridosso dell’invio.
Come archiviare bene i documenti
Io consiglio una cartella per ogni anno fiscale, con una struttura molto semplice. Non serve un gestionale. Serve ordine.
Dentro quella cartella conviene tenere:
Tax Report annuale scaricato da eToro.
Estratti conto o statement di supporto.
Foglio di calcolo personale con la tua ricostruzione.
Copia del Modello Redditi inviato.
Ricevute dei versamenti effettuati.
La serenità fiscale non nasce dai moduli compilati in fretta. Nasce dal fatto che, mesi dopo, riesci ancora a ricostruire ogni passaggio.
Nelle guide pratiche viene ricordato di conservare la documentazione con continuità. Operativamente, tenere tutto per almeno diversi anni è una scelta prudente e sensata per affrontare eventuali controlli o semplici verifiche interne.
Checklist finale prima dell’invio
Prima di chiudere la pratica, fermati su cinque controlli:
Hai verificato se il conto eToro era detenuto nell’anno?
Hai scaricato il Tax Report corretto?
Hai separato con chiarezza Quadro RW e Quadro RT?
Hai conservato il file di calcolo o le note con cui hai ricostruito gli importi?
Hai archiviato anche la ricevuta di invio e gli eventuali pagamenti?
Se investi anche in asset digitali oltre a eToro, conviene mantenere archivi distinti e non mischiare documentazione broker e documentazione exchange. Per orientarti su quell’altro fronte, c’è anche questa guida sulle tasse Bitcoin in Italia, utile proprio per non sovrapporre categorie fiscali diverse.
La parte più importante, alla fine, è questa: la fiscalità di eToro non richiede di essere commercialisti. Richiede di essere ordinati. Con report giusto, numeri ricostruiti bene e quadri compilati con criterio, la procedura è affrontabile anche da un investitore retail attento.
Conclusioni
Gestire la fiscalità di eToro in Italia non è una questione riservata ai commercialisti o agli esperti di diritto tributario.
È una questione di metodo. Chi imposta il lavoro con ordine fin dall’inizio dell’anno fiscale — scaricando il Tax Report appena disponibile, tenendo distinti i dati per il Quadro RW da quelli per il Quadro RT, archiviando ogni documento con nome e data chiari — si troverà ad affrontare la dichiarazione con dati già pronti, non con una ricerca dell’ultimo minuto. Il punto di partenza è sempre lo stesso: eToro è un broker estero in regime dichiarativo, e questo significa che la responsabilità fiscale resta interamente in capo al contribuente.
Non è una complicazione in più, è semplicemente un approccio diverso da quello a cui molti sono abituati con gli intermediari italiani. La buona notizia è che il processo, una volta scomposto nei suoi tre blocchi principali — monitoraggio fiscale, tassazione dei risultati realizzati e calcolo dell’IVAFE — diventa molto più lineare di quanto sembri guardando il saldo dell’app.
L’unica abitudine davvero necessaria è trattare eToro non come un’applicazione di investimento, ma come un dossier fiscale annuale da costruire con continuità. Chi adotta questa prospettiva dall’inizio dell’anno, e non a ridosso della scadenza, scopre che la dichiarazione dei redditi con un broker estero è gestibile, verificabile e, soprattutto, difendibile in caso di controllo.
Domande Frequenti sulle Tasse eToro
Devo dichiarare il conto eToro anche se non ho prelevato nulla sul mio conto corrente italiano?
Sì, l’obbligo dichiarativo non dipende dal prelievo. Con eToro, broker estero in regime dichiarativo, ciò che conta ai fini fiscali è la detenzione del conto durante l’anno e la realizzazione di operazioni rilevanti, non il trasferimento dei fondi verso la banca italiana. Se il conto è stato aperto e detenuto nel corso dell’anno fiscale, va verificata la compilazione del Quadro RW per il monitoraggio fiscale, indipendentemente da qualsiasi prelievo. Allo stesso modo, se hai chiuso posizioni in guadagno o in perdita, il fatto fiscalmente rilevante è la chiusura dell’operazione, non il momento in cui il denaro arriva sul tuo conto corrente. Un errore molto comune è confondere la data del bonifico in uscita con la data fiscalmente rilevante. Sul piano pratico: se il conto eToro è esistito nell’anno, la verifica dichiarativa va fatta comunque, a prescindere dai movimenti verso l’Italia.
Qual è la differenza tra Quadro RW e Quadro RT nella dichiarazione dei redditi con eToro?
Sono due quadri del Modello Redditi PF che assolvono funzioni completamente diverse e che non vanno mai confusi. Il Quadro RW serve per il monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere: vi si indicano il valore del conto eToro, il periodo di detenzione durante l’anno e i dati necessari per calcolare l’eventuale IVAFE (aliquota 0,2%). Risponde alla domanda: “Ho detenuto attività finanziarie all’estero?”. Il Quadro RT, invece, riguarda i risultati fiscali delle operazioni di trading chiuse nell’anno — plusvalenze, minusvalenze e imposta sostitutiva del 26% sui guadagni realizzati — e risponde alla domanda: “Ho realizzato guadagni o perdite?”. La regola pratica è questa: prima si prepara il dato patrimoniale per RW, poi si lavora sul risultato operativo per RT, tenendo sempre i due prospetti separati.
Come si usa il Tax Report di eToro per compilare la dichiarazione dei redditi?
Il Tax Report annuale di eToro è il documento di partenza, non il documento finale. Va scaricato dalla piattaforma per l’anno fiscale che stai dichiarando e usato come base ordinata da cui estrarre i dati rilevanti — non come un modulo già pronto da copiare nei righi del Modello Redditi. Il metodo più efficace è creare un foglio di lavoro con quattro colonne: voce del report, significato fiscale, quadro di destinazione (RW o RT), nota di controllo. Le voci collegate al risultato delle operazioni chiuse vanno marcate come dati per il Quadro RT; quelle collegate al valore del conto e al periodo di detenzione vanno marcate per il Quadro RW. Attenzione: i numeri visibili nell’app (saldo, equity, profitto visualizzato) non coincidono necessariamente con il risultato fiscale. Solo i dati estratti dal Tax Report e riconciliati in un foglio personale sono la base corretta.
Cosa succede se ho chiuso l’anno in perdita con eToro? Devo comunque fare la dichiarazione?
Sì, l’obbligo dichiarativo sussiste anche in presenza di perdite. Le minusvalenze realizzate su eToro, se documentate correttamente e riportate nel Quadro RT, possono essere utilizzate per compensare le plusvalenze degli anni successivi, entro i limiti e secondo le regole applicabili. Saltare la dichiarazione perché “tanto ho perso” è uno degli errori più costosi in ottica pluriennale: si rinuncia al credito fiscale che potrà essere usato negli anni in cui si tornerà in utile. Anche in un anno in perdita occorre verificare se il conto era detenuto (Quadro RW), ricostruire il risultato delle operazioni chiuse e riportare le minusvalenze nel modo corretto. La dichiarazione non genera imposta da versare, ma costruisce una posizione fiscale difendibile per il futuro.
Quali documenti devo conservare e per quanto tempo dopo aver dichiarato i redditi da eToro?
Per ogni anno fiscale dichiarato è consigliabile conservare: il Tax Report annuale scaricato da eToro, l’account statement completo come documento di supporto, il foglio di calcolo personale con la ricostruzione di plusvalenze e minusvalenze, una copia del Modello Redditi PF inviato e le ricevute dei versamenti effettuati. In caso di controllo fiscale, avere questi documenti organizzati per anno permette di ricostruire ogni passaggio in modo trasparente. Conservare la documentazione per almeno cinque anni è una scelta prudente, coerente con i termini ordinari di accertamento previsti dalla normativa tributaria italiana. Chi usa più piattaforme — eToro più exchange crypto — dovrebbe mantenere archivi separati per ogni tipologia di strumento.
Come funziona l’IVAFE per il conto eToro e come si calcola?
L’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) è un’imposta patrimoniale che si applica alla detenzione di attività finanziarie estere da parte di persone fisiche residenti in Italia. Per il conto eToro, l’aliquota ordinaria è dello 0,2% e si calcola sul valore dell’attività estera, tenendo conto del periodo di detenzione nell’anno: se il conto è stato detenuto per l’intero anno si applica sul valore complessivo, altrimenti in proporzione ai giorni di possesso. Il dato necessario per questo calcolo viene estratto dal Tax Report o dall’account statement e riportato nel Quadro RW. Non va confusa con l’imposta sostitutiva del 26% sui guadagni: le due imposte hanno basi imponibili diverse e finiscono in quadri diversi della dichiarazione.
eToro è una piattaforma di investimento multi-asset. Il valore dei tuoi investimenti può aumentare o diminuire. Il tuo capitale è a rischio.
Giancarlo è uno scrittore a tempo pieno presso lecriptovalute.org. Ha oltre 15 anni di esperienza nel settore della creazione di contenuti. Laureato in economia e finanza, Giancarlo ha un vivo interesse nelle criptovalute a tenersi aggiornato con gli ultimi sviluppi nel mercato digitale.
Esperto di mercati digitali e strategie di investimento speculativo, Giancarlo opera nel settore del trading dal 2017. Dopo aver testato personalmente oltre 100 piattaforme di trading, ha fondato il dipartimento editoriale di lecriptovalute.org con l'obiettivo di fare chiarezza in un settore spesso poco trasparente.
La sua profonda conoscenza delle dinamiche di esecuzione degli ordini e delle politiche di prelievo dei broker lo rende una voce autorevole per chi cerca affidabilità nel trading online. Oltre all'analisi delle piattaforme, si occupa di divulgazione sulle strategie di money management e sulla psicologia del trading.
Avviso di rischio: I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 55-67% dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite monetarie in seguito a negoziazione in CFD. Valuti se comprende il funzionamento dei CFD e se può permettersi di correre questo alto rischio di perdere denaro.